
“...Ecco!” è una raccolta di testi poetici che intreccia memoria personale, affetti familiari, amore e radici paesane, in un dialogo continuo tra passato e presente. Al centro del libro ci sono le persone amate: amici, genitori, figure del paese, i “reietti” e gli “ultimi”, le donne, i bambini, ciascuno evocato con dediche esplicite e raccontato attraverso immagini semplici e luminose, come una lunga lettera affettuosa alla propria comunità. Le poesie passano dall’intimità dell’amore (”Il tuo sorriso”, “A che sei nelle mie notti”, “La meraviglia”, “Il mio regalo per te”) al ricordo struggente dei genitori e dei cari scomparsi (”Filoro ti li tilevisioni”, “Così vi allontanate!”, “I miei pensieri”), fino ai ritratti di un paese e di un mondo contadino che rischiano di scomparire (”Il castello ‘sobba all’Inglisi’”, “Li zuccaturi/Tagghiate!”, “Persone antiche!!!”). Il tono è confidenziale e colmo di tenerezza: l’io poetico si definisce “umile parola” e “padre degli ultimi”, assumendo uno sguardo partecipe verso chi è fragile o dimenticato, e trasformando le piccole storie quotidiane in luoghi di dignità e bellezza. Il paesaggio - il mare, il sole, il vento, le colline, le torri di pietra - diventa specchio degli stati d’animo e custode dei ricordi, mentre il dialetto affiora in alcuni testi come radice viva dell’identità. Nel complesso, il libro è un atto d’amore: verso i propri cari, verso il paese d’origine, verso gli “ultimi” e verso la stessa poesia, nata da una promessa alla madre e diventata strumento per conservare volti, voci e sentimenti che il tempo, da solo, non riuscirebbe a trattenere.