
È nato a Roma nel settembre del 1938. A Roma ha vissuto per i primi 85 anni. A Roma ha studiato e lavorato. Poi Roma ha deciso di mandarlo via: prima lo ha esiliato a Santa Marinella, poi lo ha relegato a Campagnano di Roma, una ridente città affacciata sulla Valle di Baccano, un antico edificio del distretto vulcanico dei Monti Sabatini. Lucio Versino alla fine degli studi aveva due opzioni: andare a lavorare in Sud Africa presso il Servizio Geologico oppure accettare la proposta di assunzione al CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Ha optato per restare in Italia. Presso il CNR, dopo un periodo da manager scientifico, ha ottenuto il trasferimento presso un istituto di ricerca (l’ITABC: Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali). In questo istituto ha svolto ricerche sulla geologia e sulla geofisica applicata per l’individuazione di strutture di origine antropica a piccola profondità. I risultai delle sue indagini si sono resi utili per l’individuazione di indizi per studi archeologici. Alla fine della sua carriera, si è dedicato alle attività domestiche: falegnameria (ha costruito un gazebo in legno nel cortile di casa) e ha eseguito lavori di muratura e di idraulica. Ha anche studiato la geologia di alcune zone di Marte; ha scritto poesie e romanzi e, infine, ha inventato alcune ricette (la sua nipotina lo ricorderà per le crespelle al ragù e alla besciamella). La lasagna di mare e i gamberoni in salsa gambe-rosa costituiscono altre due specialità legate al suo peggior difetto: la ghiottoneria!