
Alessandro Russo osservava il panorama dalla terrazza della villa di famiglia. Davanti a lui, il Golfo di Napoli brillava sotto la luna. Dietro di lui, invece, si estendeva un mondo che aveva imparato a odiare: un mondo fatto di ordini, minacce e sangue. Aveva ventinove anni e, da quando era nato, tutti avevano deciso chi sarebbe diventato. Ma Alessandro non aveva mai desiderato quel destino. Suo padre, Salvatore Russo, era uno degli uomini più temuti della città. Bastava pronunciare il suo nome per far abbassare lo sguardo a molti. Per Alessandro, però, era semplicemente un padre incapace di amare. Un uomo che aveva sacrificato tutto sull’altare del potere. Alessandro chiuse gli occhi. In quel momento non poteva sapere che la sua vita stava per cambiare; che una ragazza incontrata per caso avrebbe distrutto tutte le sue certezze; e che per amore avrebbe dovuto scegliere tra il sangue della sua famiglia e la propria anima.