
L’autrice intreccia ventuno brevi narrazioni, che alternano la quotidianità di una vita adulta, segnata dalla Fibromialgia, a ricordi d’infanzia e brevi fiabe, creando un crescendo ironico quasi drammatico. Nei primi racconti, il presente è prossimo, la malattia è descritta come la Balena di Pinocchio, che spalancate le sue fauci…rigurgita alla rinfusa la sua esistenza. Le storie successive svelano, con garbo, il rapporto intenso con i genitori e l’irruenza che ne mina il legame. In “Attesa inattesa” esprime il senso di colpa, la richiesta di perdono e l’accettazione dei propri limiti alla figlia Silvia. Il filo conduttore è la ricerca di un percorso di crescita: dall’armonia dell’infanzia alle ansie, le passioni sfrenate, la ribellione dell’adolescenza, fino al dubbio esistenziale dell’età adulta, dove si cercano risposte alle emozioni, all’animo che si aggroviglia. Alcuni racconti si trasformano in fiabe per bambini e adulti, sogni, desideri, speranza mai infranta, culminano nella consapevolezza di quanto sarebbe triste e monotona la vita senza il mistero.